Integrazione Sociale – Tutte le idee!

1) SOCIAL POINT (Macerata 1)

Sviluppare dei processi partecipativi e delle attività (es. focus group, laboratori ecc…) all’interno di spazi pubblici, promossi e finanziati dalle amministrazioni locali/regionali, incentrati sulle varie tematiche legate all’integrazione sociale.

2) UNO SPAZIO PER TUTTI! (Macerata 2)

Individuare una struttura inutilizzata della città e farla gestire ad associazioni giovanili e di rappresentanza di minoranze etniche, così da favorire l’integrazione multiculturale. Queste strutture forniranno inoltre informazioni sui servizi rivolti agli under 30 (formazione professionale, università, opportunità di finanziamento, corsi per stimolare l’imprenditorialità, ecc.) e su quelli di “dopo-scuola”.

3) COSMOPOLITISMO (Macerata 2)

Promuovere l’educazione interculturale ed antirazzista, sviluppando le possibilità di scambio e formazione professionale anche in contesti esteri e multiculturali e creando dei corsi, brevi ma intensi, per l’apprendimento delle lingue straniere, preferibilmente diverse da quelle curriculari nel sistema scolastico di base.

4) DAJE FAVRIÀ! (Ancona)

Il progetto prevede un lavoro strutturale che integri diverse azioni necessarie per i giovani del Comune di Fabriano: 1 – promozione di un centro di aggregazione multiculturale e multireligioso; 2 – ripristino dei locali dell’università con l’organizzazione di un campo scuola; 3 – miglioramento delle informazioni sulle agevolazioni fiscali, le opportunità ed i finanziamenti per i giovani e le famiglie; 4 – favorire una migliore integrazione tra i percorsi scolastici ed il mondo del lavoro (più forte attività di orientamento), un’alternanza scuola-lavoro più seria e significativa, una sperimentazione di corsi scolastici più pratici e meno teorici, possibilmente con uno sguardo al settore produttivo locale.

5) RAINBOW: UN MONDO A COLORI (Ascoli)

Predisposizione di uno spazio fisico in cui sia possibile far incontrare e confrontare tutte le persone provenienti da aree differenti o con caratteristiche di unicità rispetto ai contesti considerati. Obiettivo: esaltare l’elemento della diversità attraverso la realizzazione di iniziative ad hoc come: viaggi culturali, giornate di educazione civica, momenti di confronto sui problemi della comunità locale, giornate di conoscenze di culture internazionali, lezioni di lingua (tenute dagli stessi immigrati, con uno scambio reciproco con corsi di italiano tenuti da ragazzi). Vi parteciperanno le amministrazioni locali, le ONG e le associazioni che si occupano di attività socio-educative.

6) RICOMINCIO DA QUI (Ascoli)

Creazione di centri per l’aggregazione giovanile, rivolti espressamente ai giovani delle zone del sisma. Gli educatori di tali centri svolgeranno e/o faciliteranno: attività culturali ed educative per i ragazzi locali; laboratori di arte, pittura ecc…; corsi sull’utilizzo dei social media; sportello per sostegno psicologico, anche familiare, tenuto da psicologi professionisti; sostegno per i compiti a casa; organizzazione gite ed uscite per conoscere il territorio e le sue risorse culturali, artistiche ed ambientali. Inoltre i centri andrebbero dotati di pulmini.

7) APP-OSTO! (Fermo)

Creazione di uno “spazio creativo” in condivisione tra le associazioni culturali locali: dopo aver individuato, insieme al Comune, gli edifici dismessi più adatti, questi verrebbero “riadattati” in base ai bisogni e alle necessità manifestate da cittadinanza e associazioni locali. Tali bisogni e necessità verrebbero indagati per mezzo di un’apposita APP che sarebbe promossa e sponsorizzata nelle scuole, nelle università e in tutti gli ambienti che possano fruire di questo servizio.

8) EXCHANGE RATE (Fermo)

Avvio di attività aggregative rivolte ai giovani, italiani e stranieri, mirate alla diffusione di informazioni circa la realtà del fenomeno migrazioni, delle associazioni e dei progetti locali che si occupano di accoglienza. In questi momenti, non formali e caratterizzati da musica e “un buon ambiente”, i/le giovani avranno la possibilità di conoscersi e confrontare le proprie culture di provenienza, oltre a poter ideare dei laboratori educativi che, in prima persona, potranno poi svolgere nelle scuole o realizzare in incontri pubblici/simposi aperti alla cittadinanza tutta.

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